"Allfoodsicily" Alla scoperta di Collesano, borgo medievale ed enogastronomico delle Madonie

    "Qal'at as-sirat" ovvero la "rocca sulla retta via", così nel X secolo l'arabo Al Muqaddasi descriveva quella che oggi è Collesano un piccolo borgo le radici affondano addirittura a prima dell'età del bronzo.

    Un nucleo graziosissimo di case e fabbricati dal sapore tipicamente medievale che all'interno del dedalo della vicoli ricordano la stratificazione delle etnie che si sono alternate sulle Madonie, e che rendono questo luogo un grande libro a cielo aperto da leggere passeggiando dentro il centro storico profumato di campagna e aria frizzante.

    Arrivando a ridosso del paese lo si vede incastonato in una speciale di cornice naturale, sdraiato alle pendici del monte Poggio Grotta del Signore con intorno gli alti rilievi dai toponimi ridondanti come Monte Castellaro, Monte Cucullo, Pizzo Giammarusa e Monte d'Oro, ai quali si uniscono due corsi d'acqua dei torrenti Mora e Zubbio che testimoniano lo scritto del geografo di Ruggero II, il famoso Idrisi che nel 1.063 scriveva "Collesano", Rocca sopra un colle scosceso ed alto poggio, abbonda di acque ed ha molte terre seminative alle quali sovrasta un alto e supremo monte", come luogo ricco di acqua.

    Al di la sua storia Collesano è sicuramente una meta da non mancare dove si respira l'atmosfera del passare del tempo scandita dal suono delle sue fontane ottocentesche – la fontana "A Mora" che prende il nome dalla presenza di alcuni alberi di più, la fontana "Due cannoli" alla chiesa di San Giacomo, la fontana "Quattru cannola" caratterizzata dal bambino in bronzo con un corno. Sorprendono il bellissimo portale in pietra del XIII° di Santa Maria del Pedale ad incantare chi guarda questa che è una delle abbazie più antiche e belle in Sicilia, edificata dai monaci Basiliani di rito bizantino e passata poi ai Benedettini e lo splendido Chiostro seicentesco con le 12 colonne sui cui capitelli sono apposti gli stemmi delle 12 famiglie benestanti che le donarono per la costruzione del Chiostro dell'ex Convento dei Francescani, oggi biblioteca comunale. Delle tracce dell'antico passato medievale si rintracciano in quello che rimane delle fortificazioni, i ruderi del Castello e una sola torre, dove sorgeva il primo nucleo del centro urbano, il quartiere di Bagherino, il quartiere dello Stazzone in cui abitavano e lavoravano i ceramisti che nel seicento raggiunsero l'apice della fama per il pregio della manifattura, dei cui rimane ancora visibili l'antica sede delle fornaci per la produzione.

    Risalente probabilmente alla seconda metà del XII secolo è la Torre di Guardia quadrangolare inglobata nel fianco sinistro della Chiesa Madre ( XVI sec.), diventandone il campanile fino agli inizi del XX secolo, con la bifora ad una colonnina con il capitello a uncinetto. A bell'itinerario sacro lo offrono le Chiese, artisticamente concentrate tra l'epoca medievale e il barocco, che contengono piccoli tesori preziosi di opere d'arte sacra prodotte da nomi di autori di notevole importanza. Su tutte le spicca sicuramente, anche per imponenza, la Basilica di San Pietro e Paolo,la chiesa madre ricca di pitture, sculture e arredi di notevole pregio tra i quali spicca sicuramente la grande croce lignea sospesa nella navata centrale sopra le colonne, la "macchina" barocca del Crocifisso detto della "provvidenza", il tabernacolo Quattrocentesco attribuito a Domenico Gagini, la Santa Rosalia attribuita a Rosalia Novelli, figlia del famoso Pietro, gli affreschi di Gaspare Vazzano detto lo Zoppo di Ganci, gli stucchi e le sculture di San Pietro e Paolo della famiglia dei Li Volsi.

    Seguono la Chiesa di San Giacomo (sconsacrata) che custodisce la statua lignea di San Nicola di Bari e gli affreschi di Giuseppe Salerno (1614). Il Crocifisso ligneo del 1635 di frate Umile da Petralia si trova dentro la Chiesa di Santa Maria di Gesù insieme alle tele del seicento e la Madonna col Bambin Gesù in marmo di Carlo D'aprile. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta detta la Vecchia, troviamo la scultura della Madonna del Gagini di epoca cinquecentesca con gli affreschi dell'artista Giangiacomo Lo Varchi, un interessante gruppo marmoreo rinascimentale e il sarcofago del 1402 con le spoglie di alcuni nobili, si possono ammirare dentro San Domenico detta anche del Rosario.

    Fiore all'occhiello è sicuramente il Museo della Targa Florio con i cimeli d'epoca che fa sognare gli appassionati e i visitatori, facendo rivivere i momenti gloriosi di quello che fu una tra le gare automobilistiche più importanti ed eleganti del secolo scorso, ideata da Vincenzo Florio e alla quale partecipavano tra i più noti nomi dell'automobilismo del novecento. In uno spazio esiguo si concentrano davvero tutti gli elementi per trascorrere un'esperienza immersiva nel paesaggio, passeggiando nell'atmosfera che il tempo ha regalato a questo borgo la cui posizione centrale permette di arrivare alla costa marina o risalire alle alte Madonie, dove si arrivano Piano Zucchi e Piano Battaglia, Pizzo Carbonara nel cuore del Parco delle Madonie, gli altri borghi montani.

    Non mancano i sapori che si possono gustare nelle piccole botteghe e nei forni dove acquistare i prodotti tipici tra formaggi e salumi, i dolci delle feste e quelli tradizionali: dolce tradizionale è "La cassatina" che si può gustare nelle tre pasticcerie del borgo Civello, Le Delizie di Benedetta e Caffe del Viale.

    Piatti tipici da segnalare per gustarli nei ristoranti locali: l'agliotta, una sorta di caponata i cui ingredienti sono melanzane, sedano, oliva; biscotti di Santa Lucia, i cosiddetti "Ucchialeddi", biscotti a forma di occhi che ricordano il simbolo del martirio della Santa; prodotti caseari, i funghi di bosco in autunno, la salsiccia secca detta sasizza asciutta, e quella fresca al finocchietto, il miele di arance, di sulla, di zagara, di cardo, di castagno e di eucalipto prodotte dalla piccola azienda "I sapori siculi". A territorio a vocazione assolutamente agricola che annovera alcune eccellenze come l'azienda di Sandra Invidiata per i prodotti caseari e l'azienda biologica Lo Curto per i salumi oltre che i formaggi.

    The tradizioni si manifestano anche nelle feste sacre come le celebrazioni pasquali e il carnevale che coinvolge il borgo nell'usanza del ballo, liscio soprattutto, ballato per vicoli e cortili. Sono davvero suggestivi "La cerca", la rappresentazione in costume della mattina del venerdì Santo e il Corpus Domini con la processione di tutte le confraternite e l'allestimento degli altari devozionali "l'artari" abbelliti con tessuti tessutiati e decorazioni floreali; la Festa Patronale "Maria SS. dei Miracoli".

    Famosa e riconoscibile per lo stile, i colori e la manifattura la ceramica di Collesano è uno dei patrimoni dell'artigianato madonita, ancora possibile vedere nelle botteghe dello storico ceramista Iacchetta "Putia" e il laboratorio "Manganello Arte". Per organizzare un soggiorno e vivere il borgo si può pernottare agli agriturismi Casena Mongerrati, Casale Drinzi, Agriturismo Case Tabarani, immersi in un meraviglioso paesaggio, che offrono anche un'ottima ristorazione con prodotti tipici locali e un km 0 nei menù. Collesano quindi non può davvero mancare nell'itinerario di viaggio da fare in Sicilia, nel cuore verde della cultura, passando dal mare alla montagna, assaporare il gusto dell'identità e della comunità particolarmente attiva e ospitale.

    Un grazie speciale al presidente della Proloco, Francesco Cillufo e allo staff per la gentilissima collaborazione al nostro articolo. Per visitare le Chiese e i monumenti in cui non sono indicati gli orari di apertura o al di fuori dagli orari indicati è possibile previa comunicazione alla Proloco di Collesano.

    ProLoco di Collesano

     

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